Alessia Maccaferri di Nòva racconta Semìno, la sua nascita, la sua crescita e la storia delle organizzazioni che contribuiscono allo sviluppo del progetto.

“Il primo semino è stato piantato da Farouk, del Bangladesh, che lavora come aiuto in cucina al ristorante Vetro all’interno delle Serre dei Giardini Margherita di Bologna. In questo centro di innovazione sociale è nato un orto urbano e lui si è fatto avanti per coltivare lo spinacio indiano. Così è nato Semino, progetto di filiera di ortaggi, tuberi e spezie coltivate in Africa e Asia. “Ci siamo resi conto che non solo i migranti sentono questa esigenza ma che sta crescendo l’interesse anche da parte di tutti i consumatori verso questi vegetali che hanno alte proprietà nutrizionali e che stanno entrando nelle nostre diete” spiega Samanta Musarò, project manager di Kilowatt, la startup bolognese che sta curando il progetto…”

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